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A proposito delle ultime dichiarazioni sulla Cava…


Leggo su un settimanale le dichiarazioni trionfalistiche del Sindaco sull’approvazione della Nuova Convenzione tra Comune e Cava: “Abbiamo risolto un problema lungo 20 anni” e ancora “Non ha senso scrivere tra gli obblighi del cavatore quello di spostarsi (si riferisce allo spostamento degli impianti che insistono sul terreno comunale. NDR) se non si è capaci di vincolarlo ad una data“.

Certo che la foga della campagna elettorale fa dire cose davvero sopra le righe e ci si lancia in affermazioni davvero azzardate. Occorre fare un po’ di chiarezza.

  1. La Convenzione firmata nel 2012 è stata fatta dalla Giunta di Marina Pisoni nella quale Fabio Merlotti era vice-sindaco e insieme all’Assessore Parlatore era uno di quelli che trattava con Cava Campana. Se non si sono messe delle clausole di garanzia (fidejussione o altro) è una mancanza di chi ha trattato con la Cava.
  2. Gli obblighi dello spostamento degli impianti erano tutti scritti nero su bianco su quella Convenzione e c’erano le scadenze per ogni fase (presentazione dei progetti, spostamento degli impianti, spostamento delle vasche di decantazione ecc). Non c’erano le “penali”, ma questo è stata una “dimenticanza” di chi rappresentava il Comune di Buscate.
  3. Comunque a fronte di questi obblighi, non c’è stata la volontà politica di far rispettare quelle date che ci avrebbero fatto riavere l’intera area 7 anni prima e si è continuato con un sistema di proroghe dei termini previsti.
  4. Stessi ritardi e macroscopici errori sono quelli che registriamo nelle così dette “opere di compensazione” che sarebbero i boschi che si doveva ripristinare a fronte di quelli inghiottiti dalla Cava. Anche qui è stato piantato un bosco a Marzo 2021 di 16.900 mq nell’area ex- Depuratore che doveva essere fatto 7 anni prima e ci si è fatti sfuggire l’opportunità di piantumare l’intera area dell’ex -Depuratore di 25.000 mq per correre dietro prima a fantomatici progetti della E2SCO (un Impianto a bio-masse e campo fotovoltaico a terra) e poi al progetto di un “parco urbano” deliberato da Consiglio comunale e mai realizzato. Intanto la Cava realizzava altrove le opere di compensazione da fare nel Comune di Buscate che subiva un danno ambientale e un bosco nasceva nel 2015 nel Comune di Bussero vocino a Monza per complessivi 33.050 mq.. Quel bosco poteva essere fatto a Buscate e si è persa un’occasione.

Ecco questa è la mia ricostruzione dei fatti che riguardano la vecchia convenzione. Ora c’è una nuova Convenzione deliberata venerdì scorso dal Consiglio comunale. Ci sono alcune migliorie, delle nuove date di scadenza, dei nuovi impegni e staremo a vedere se dalle (tante) parole che abbiamo sentito in questi 20 anni si arriva ai fatti concreti. Rimaniamo fiduciosi perché siamo quelli delle “cause vinte”.

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Una nuova Convenzione è solo un pezzo di carta se non è sostenuta da una forte volontà politica.


Leggo su FB vari mugugni e critiche sulla nuova Convenzione tra Comune e Cava. Forse è il caso di chiarire bene le cose.

La nuova Convenzione non toglie nessuna delle responsabilità politiche di questa e della precedente Giunta per i ritardi sull’applicazione degli obblighi sottoscritti dal cavatore nel 2012.

I Cittadini possono valutare e farsi una idea propria sulla sequela di proroghe dei termini previsti per lo spostamento degli impianti e per la realizzazione delle opere di bonifica e “compensazione” , oltre alle dilazioni concesse per i pagamenti di quanto dovuto dalla Cava al Comune ecc ecc.

L’Associazione 5 agosto 1991 ha fatto come al solito un’opera di informazione puntuale su tutti i passaggi, cosa che è mancata da parte delle forze politiche che siedono in Consiglio a avrebbero avuto ben altri strumenti per incidere sulle decisioni.

A Ottobre, comunque, i Cittadini potranno anche su questa storia valutare chi votare. La nuova Convenzione la gestirà chi vince le prossime elezioni amministrative ed il problema sarà sempre se farla rispettare o accondiscendere a nuove ed infinite proroghe dei nuovi termini fissati (31/08/21 per lo spostamento degli impianti, 30/10/2022 per la riconsegna dell’area delle vasche di decantazione).

Una nuova Convenzione è solo un pezzo di carta se non è sostenuta da una forte volontà politica.

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Una Convenzione per perseguire il bene comune


Questa sera (31/05/21) Commissione Ecologia sulla Convenzione tra Comune e la Cava. Scriverne una ben bilanciata tra gli impegni del Comune e quelli della Cava è importante, ma ancora di più è indispensabile che si rispettino gli accordi presi. Purtroppo così non è stato per la Convenzione firmata nel 2013 soprattutto per la parte di impegni della Cava sullo spostamento degli impianti (ancora oggi a distanza di 8 anni posizionati sul terreno di proprietà comunale) e sulle “opere di compensazione” cioè il ripristino di aree a bosco che sono state avviate solo questa primavera (i famosi 16.900 mq dell’area ex depuratore). Sul perché di questi ritardi si può dire che c’è stata una mancanza di volontà politica o, meglio, l’idea di “assecondare” le richieste della Cava, ma questa idea è andata a scapito del diritto dei Cittadini di ottenere delle aree in cava fruibili per il tempo libero e compensazioni alle svariate migliaia di metri quadri di boschi (almeno 30.000) inghiottiti dall’attività estrattiva. Quindi ben venga una nuova Convenzione, ma sostenuta da una volontà politica più attenta al bene comune.

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Convenzione Comune-Cava Campana sarà la volta buona?


Dopo le Commissioni Ecologia del 3/8/20 e 9/11/20, Venerdì 28/5/21 arriva l’ennesima Commissione sulla Convenzione tra Comune e Cava. Poi, naturalmente, il Consiglio comunale dovrà deliberare. Sarà la volta buona? Sarà la bozza di Convenzione già approvata a Novembre dell’anno scorso in Commissione e mai portata in Consiglio? E quando inizieranno i lavori di ripristino dell’area di proprietà comunale (tutti a carico di Cava Campana) ?

Inutile dire che l’Associazione 5 agosto 1991 non è stata invitata alla Commissione che. ricordiamo, è per Statuto “pubblica”, ma viene concessa in “differita” sul sto del Comune qualche giorno dopo.

Pubblicato in: RSA, Villa Rosales-Abbiate

Vicenda RSA: forse ci vorrebbe un po’ più di cautela da parte di una Amministrazione comunale


Leggo le pagine locali di un settimanale (l’Altomilanese del 21 maggio) e trovo due notizie che fanno pensare:

  • da un lato il Sindaco di Buscate parla con grande enfasi e dovizia di argomentazioni della RSA che la SPEM srl (società controllata dalla famiglia Mantovani) dovrebbe costruire nel parco della Villa Abbiate e sostiene: “La comunità buscatese godrà di grandi vantaggi. Ci saranno nuovi posti di lavoro, diretti e indotti“;
  • dall’altra si legge questo titolo sparato in prima pagina dallo stesso giornale: “Autoriciclaggio e soldi sottratti alle ONLUS: la Procura chiede il secondo processo per l’ex Sindaco di Arconate, Mario Mantovani“.

Forse è solo una mia impressione, ma secondo voi funziona proprio tutto a dovere?

Quale è il ruolo dell’Amministrazione comunale in questa storia della RSA?

A me sembra che un Comune dovrebbe stare molto più cauto e valutare con attenzione chi sono i suoi interlocutori e non farsi coinvolgere in operazioni dai contorni ancora molto incerti.

La RSA è una proposta di un privato e l’Amministrazione valuti il merito del progetto quando sarà presentato (perché fino ad ora un progetto definitivo protocollato nessuno l’ha visto). “Fare il tifo” un giorno si e uno no per questo progetto, è quanto meno inopportuno per una Amministrazione.

Pubblicato in: Ambiente, Ecologia, Elezioni 2021, ForestaMi

Tutti ecologisti?


Non è un “fenomeno” solo buscatese. In Italia in previsione della grande abbuffata del Recovery Plan che dovrebbe puntare sulla “transizione ecologica e la digitalizzazione” son diventati tutti “ecologisti” persino quelli che fino a oggi hanno inquinato aria acqua e suolo. Si è alzato un gran polverone propagandistico e i colorifici hanno ormai esaurito il verde.

D’altra parte l’abbiamo visto nelle strategie di marketing: basta mettere sull’etichetta del prodotto un “biologico”, un “verde”, un “biodegradabile” e la merce va a ruba. Col prodotto ci hanno rubato anche il cervello e la nostra capacità critica.

Ma è un fuoco di paglia: una volta ottenuto il risultato che sia la vittoria elettorale, che sia il finanziamento al proprio progetto, che sia l’acquisto del prodotto, tutto si consuma in un attimo e non rimane che cenere. Come dice il proverbio popolare ? PASSATA LA FESTA, GABBATO LO SANTO.

Per tornare a bomba. Tutti questi “ecologisti da campagna elettorale” che nessuno ha mai visto fare qualcosa di concreto per migliorare l’ambiente, avanzare una proposta, combattere una battaglia sul territorio per contrastare il degrado, quale credibilità si sono guadagnati? Che faranno dopo la sbornia delle elezioni ? Svaniranno come nebbia al sole?

C’è chi come l’Associazione 5 agosto 1991 ha messo nero su bianco le sue proposte, chi le raccoglierà e le metterà nel suo programma elettorale ? E soprattutto chi le porterà nel concreto della attività amministrativa ?

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Non spariamo sulla Croce Rossa


Criticare la lista di centro-sinistra “Buscate possibile” è in questo momento come sparare sulla Croce Rossa. Qualche autocritica dovremmo farcela tutti se alle prossime elezioni il centro-sinistra non ci sarà più. In questi 5 anni non si è costruito nulla, anzi si è distrutta la stessa idea di opposizione preferendo una insipida presenza in Consiglio fatta di tante “astensioni” e di scarse proposte. In alcuni casi (come sulla vicenda della riunione per la RSA voluta a tutti i costi dal Presidente della Commissione Urbanistica in ossequio al Sindaco; stessa cosa sulla questione Cedro) si sono fatti dei veri passi falsi. La “partecipazione” poi dei Cittadini, tanto sbandierata in campagna elettorale, è stata semplicemente dimenticata e non si è fatta nemmeno un’assemblea pubblica o un volantino per informare la popolazione; persino l’informazione sui social è stata reticente o edulcorata senza alcun “mordente”. L’ho sostenuto e lo ribadisco: non basta cantare al 25 aprile “Bella ciao”, occorreva una opposizione che sapesse parlare in Consiglio ed ai Cittadini dei (tanti) problemi che affliggono Buscate, senza peli sulla lingua e tatticismi e invece…

Non sottovaluto le mie responsabilità per quel poco che sono stato Candidato Sindaco e Consigliere. Certamente la forsennata campagna diffamatoria messa in piedi dai “soliti noti” (ricordate i volantini, i titoloni sparati sui giornali con le denunce milionarie, i manifesti elettorali imbrattati di insulti ?!?) ha pesato molto sull’opinione pubblica e anche, non poco, sulla coesione del gruppo. Ho sempre detto che (e questo spero mi sia riconosciuto) che non ero la persona più adatta per ricoprire quel ruolo di Candidato Sindaco per carattere e poca empatia, ma certamente il fatto che la lista abbia chiesto le mie dimissioni è stato un vero autogol.

Che dire oggi. Mi spiace per gli elettori di centro-sinistra che rimarranno “orfani” di una rappresentanza politica e dovranno rassegnarsi a votare (se ci andranno) per il “meno peggio”.

Per quel che mi riguarda continuerò con Buscateblog che è forse l’unica voce che ogni tanto si fa sentire forte e chiara.

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W il 1^ Maggio


“L’Italia si cura con il lavoro. Io credo nel popolo italiano. È un popolo generoso, laborioso, non chiede che lavoro, una casa e di poter curare la salute dei suoi cari. Non chiede quindi il paradiso in terra. Chiede quello che dovrebbe avere ogni popolo”. Sandro Pertini.

Articolo 1 della Costituzione
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Lavoro e Democrazia sono i fondamenti della Costituzione italiana nata dalla Resistenza.

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25 aprile 2021. In ricordo del partigiano Adolfo Serafino


Adolfo Serafino (Rivarolo Canavese, 31 maggio 1920 – Frossasco, 4 novembre 1944) è stato un militare e partigiano italiano. Ufficiale degli Alpini, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria).

Studia alla Scuola militare “Teulié”. Nel 1941 è nominato comandante del Battaglione Alpini “Pinerolo” e mandato in Jugoslavia. Rientrato in Italia, nell’estate del 1943 si trova a Massa Carrara come comandante del Battaglione “Val di Fassa”, inquadrato nel 3º Gruppo Alpini “Valle” al comando del col.Vigliero.


Con l’8 settembre gli ordini dall’alto cessano di arrivare ma il Gruppo decide autonomamente di schierarsi a difesa del porto di La Spezia, nella cui base navale era alla fonda il grosso della Regia Marina, dall’attacco della 301ª Divisione Corazzata della Wehrmacht, forte di 12 carri armati Tigre e integrata da parte della 305ª Panzer-Division e da un intero reggimento di SS.
L’11 settembre, subito dopo avere permesso alla maggior parte della squadra navale di prendere il largo, il 3º Gruppo Alpini “Valle” viene disciolto. Serafino, tornato in Piemonte, viene incaricato dal governo del sud di infiltrarsi nel neo costituito esercito di Salò. Fino a maggio 1944 riesce a far passare importanti informazioni ma viene sospettato e incarcerato. Rilasciato dopo due mesi raggiunge il fratello Ettore il quale è impegnato nella Resistenza.


Nell’autunno del 1944 riveste il ruolo di capo di stato maggiore della Divisione Alpina Val Chisone. Cade ucciso in uno scontro con i nazifascisti in località Frossasco; dopo la sua morte la 44ª Divisione “Val Chisone” prende il suo nome “Serafino”, al comando del fratello Ettore.
(Scheda tratta da Wikipedia)

A Buscate nel 1992 è stata intitolata ad Adolfo Serafino una via (il primo tratto della Via Mazzini) perché era figlio di un Direttore della Filanda del Banco Sete (denominazione presa dopo il 1907 della Filanda Eduardo Imhoff, e diventata nel dopoguerra Conceria SACPA) e risultava ancora residente a Buscate al momento della morte.
Ogni 25 aprile il corteo si ferma per un breve ricordo all’imbocco della via e l’ANPI ha predisposto una targa commemorativa che verrà inserita nei “Percorsi partigiani”.

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Aspettando il 25 aprile: una testimonianza di un buscatese deportato a Mauthausen


Alessandro Scanagatti. Classe 1927, nato a Buscate, vissuto nel magentino, panettiere, partigiano, deportato, sopravvissuto.
Dopo “l’8 settembre (1943) quando abbiamo sentito che tutti scappavano e vedevamo che i militari saltavano giù dalle tradotte, abbiamo capito che era l’ora di cominciare a far qualcosa!”
Da quel momento, lui e gli altri “ragazzotti di paese” hanno cominciato a nascondere nelle cascine sul Ticino tutti i militari che rientravano in Italia dai fronti di guerra, con l’obiettivo di proteggerli dalle retate delle SS e delle Brigate Nere. Inizia così la sua attività partigiana, che lo porterà a scappare a Milano, rubare armi di nascosto nelle caserme tedesche, trasportarle in bici di notte per decine e decine di chilometri, rischiare la pelle a San Vittore, Bolzano e Mauthausen.
Centoventiseimilaquattrocentoventicinque (scritto in lettere, così ci si impiega di più a leggerlo) è il numero di matricola che gli è stato assegnato al campo di Mauthausen. Questa è la sua storia.

Intervista realizzata l’8 marzo 2018 presso Casa della Memoria di Milano. Intervista, riprese e montaggio a cura di Erica Picco e Zeno Gaiaschi. Gli autori ringraziano ANED e il signor Scanagatti per la disponibilità concessaci.