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Alla faccia della trasparenza


La Delibera di Giunta n.188 dell’ anno 2021 è relativa PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZONE E PER LA TRASPARENZA 2021/2023.

Argomento molto importante di questi tempi e richiesto espressamente da Leggi statali (L.190/2012). La Giunta quindi ha approvato un Piano triennale di prevenzione della corruzione al quale sono allegate due relazioni rispettivamente del Segretario comunale e del Responsabile del Piano che illustrano cosa hanno fatto su questo importante problema nell’anno 2020.

Inutile dire che entrambe le relazioni sottolineano che i controlli e le verifiche sui parametri previsti dal Piano non si sono potuti fare.

Il Segretario comunale sottolinea in merito gli aspetti critici del Piano:

La maggiore criticità si deve al numero limitato di personale che non consente di dedicare risorse specifiche a tale funzione. E’ inoltre di
difficile attuazione la rotazione degli incarichi dei Responsabili di Servizio considerato che gli stessi hanno professionalità non equivalenti.
Ulteriore criticità è la crescente complessità normativa e tecnica degli adempimenti richiesti al Comune. Inoltre nell’anno 2020 gli
adempimenti legati all’emergenza sanitaria volta alla prevenzione della diffusione del virus Covid-19 hanno reso più difficile il coordinamento
e l’attuazione del PTCP anche per la carenza di un Responsabile di Servizio per alcuni mesi dell’anno”.


Il Responsabile del Piano, dal canto suo, in merito al “monitoraggio” delle attività sostiene:

“Il monitoraggio risente della carenza di risorse umane. Il ridotto numero di personale e l’assenza di un responsabile di servizio permette di “distrarre” le risorse da dedicare a tale attività in modo limitato e comunque a detrimento delle attività ordinarie. Inoltre adempimenti istituzionali legati all’emergenza sanitaria hanno ulteriormente inciso su tali attività”.

Un punto essenziale del Piano è dedicato alla Trasparenza e qui riportiamo le Domande e le (lapidarie) Risposte

TRASPARENZA

Domanda. Indicare se è stato informatizzato il flusso per
alimentare la pubblicazione dei dati nella
sezione “Amministrazione trasparente”
Risposta. No, anche se la misura era prevista dal PTPCT

Domanda. Indicare se il sito istituzionale, relativamente
alla sezione “Amministrazione trasparente”, ha
l’indicatore delle visite
Risposta. No (indicare se non è presente il contatore delle visite)

Dunque per riepilogare:

  1. Una Delibera che contiene ben 10 documenti con una analisi minuziosa dei rischi, delle misure individuate e programmate, delle misure di trasparenza, ecc ecc alla fine si è rivelata un semplice adempimento burocratico al quale non è stato dato alcun seguito per problemi di carenza di personale, mancanza di figure apicali, impossibilità di rotazione degli incachi e non ultimo i problemi dovuti al Covid-19.
  2. Sul tema della Trasparenza non si è fatto nessun passo avanti, anzi nemmeno si è messo un contatore per vedere quante visite venivano fatte alla sezione “Amministrazione trasparente” che dovrebbe contenere molte informazioni per i Cittadini.
  3. Aggiungo che ancora oggi a distanza di 5 anni dall’approvazione all’unanimità del Consiglio comunale della delibera sulla pubblicazione permanente degli atti amministrativi, ancora questo non avviene.

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“Faccio quel che mi pare”


Leggo, senza alcuna sorpresa, degli insulti a un uomo anziano al Lavatoio di Buscate perché ha “osato” richiamare dei ragazzi all’uso della mascherina. Ne ho ricevuti anch’io di pesantissimo quando ho fatto altrettanto con ragazzi che si trovavano al Brughé: potete leggere tutto sulla mia pagina Fb perché ho voluto lasciare traccia di questa aggressione verbale.
Inutile ricordare che Buscate ha superato abbondantemente quella soglia di 12 casi ogni 5000 abitanti che ci mette in una zona di alto rischio e nemmeno ricordare che il paese ha pagato il suo tragico contributo di morti.
C’è qualcosa che non ha funzionato a livello della educazione che abbiamo impartito a questi ragazzi sia come famiglie, come istituzioni scolastiche e poi, non ultime, ci ha messo del suo anche la comunicazione sociale e politica. Si è costruito in questi anni un concetto di libertà individualistica assoluta e senza vincoli che fa a pugni con una libertà che è in relazione con quella degli altri e si esercita nell’ambito di convenzioni e regole sociali condivise.

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Buona Pasqua 2021


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Battaglia del grano


PS per gli imbecilli. Si tratta di satira, non correte ad avvisare Lor Signori che , ancora una volta, Buscateblog è incorso nel “reato” di “lesa maestà”.

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Lavori in corso


Il sottotitolo potrebbe essere: ci vorrebbe un po’ di “normalità” e meno propaganda.

Non so a voi, ma a me pare “normale” che un Comune provveda perché i marciapiedi siano praticabili e senza possibilità d’inciampo per gli utilizzatori. Così come non è una pretesa che una carrozzina possa “scendere” agevolmente con un apposito scivolo dai predetti marciapiedi.

Mi sembra normale che una Cava che si “mangia” (solo con l’ultima autorizzazione) 30.000 mq di bosco ne debba ripristinare almeno 16.900 all’area ex depuratore e che debba provvedere a piantare 28.000 mq dopo aver scavato e ottenuto il suo utile. Così come, dopo quasi 8 anni dalla firma di una Convenzione col Comune, liberi l’area di proprietà comunale che occupa da 21 anni e si possa fare un gran bel Parco aperto ai Cittadini non solo di Buscate.

Così mi sembra “normale” che un Comune provveda a manutenere il suo Parco principale (il Pratone) curando le piante e ripristinando quelle abbattute.

Che dire poi sul risparmio energetico? Un Comune “normale” dovrebbe pensare a come risparmiare energia elettrica e ridurre le emissioni dei suoi edifici facendo investimenti su impianti fotovoltaici e un isolamento termico delle strutture.

Un piccolo Comune come Buscate in cui per raggiungere le Scuole da ogni punto del paese non c’è più di un Km, forse si può pensare che la mobilità lenta (a piedi e in bicicletta) è quella da privilegiare con piste ciclo-pedonabili sicure e facilmente utilizzabili.

C’è un solo supermercato a Buscate, perché un Comune “normale” non pensa ad una pista ciclo-pedonabile per raggiungerlo (facendola realizzare -naturalmente- dal supermercato stesso)?

Potete esercitarvi anche voi per chiedere al vostro Comune che si occupi delle cose “normali”.

Per concludere, questa si chiama “pubblica utilità” e rappresenta il lavoro “normale” che un Comune deve fare quotidianamente e non solo a 6 mesi dalle elezioni.

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Il cedro di Piazza Filanda


Mi viene un dubbio: ma a Buscate c’è qualcuno che ce l’ha su con i cedri? Nella foto la “robusta” potatura del cedro di Piazza della Filanda.

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Che succede ad ACCAM ?


Se ho capito bene la crisi di ACCAM verrà superata costituendo una nuova società (NEWCO) controllata in prima istanza per il 60% da AEMME Linea Ambiente e al 40% AGESP (le due società rispettivamente di Legnano e Busto che gestiscono la raccolta rifiuti). Che fine fa la ACCAM ? La società, sempre secondo le indiscrezioni giornalistiche, diventerà una BAD COMPANY.

Ma cosa è una BAD COMPANY? Prendiamo la definizione dalla Treccani:

bad company Società priva di vitalità economica che viene utilizzata per assorbire attività in sofferenza, lasciando contemporaneamente una good company in grado di svolgere un’azione efficiente e profittevole (➔ bad bank). La b. c. serve anche a eludere il pagamento di imposte sui redditi di impresa. Società che hanno accumulato in passato rilevanti perdite di esercizio possono infatti, previa fusione per unione o per incorporazione con società in grado di generare forti utili, trasferire alla nuova società sorta dalla fusione tutti i diritti e gli obblighi delle società partecipanti alla fusione, compreso il diritto di riportare in diminuzione del proprio reddito le perdite fiscali ante fusione. Questa pratica, consentita se la fusione è ispirata da motivazioni aziendali lecite, è contrastata in numerosi Stati quando sia invece motivata esclusivamente dallo scopo elusivo dell’onere tributario. In Italia, in particolare, l’art. 172, co. 7° del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) precisa che la detraibilità delle perdite pregresse non è consentita se l’azienda apportatrice di queste ultime non supera un test di vitalità. Per superare tale test, l’azienda deve dimostrare, nell’esercizio precedente a quello in cui la fusione è stata deliberata, sia un ammontare di ricavi e proventi dell’attività caratteristica sia un ammontare di spese per prestazioni di lavoro subordinato e relativi contributi, di cui all’art. 2425 del c.c., superiore al 40% di quello risultante dalla media degli ultimi due esercizi anteriori. In caso di mancato superamento del test di vitalità, l’azienda si configura come una bara fiscale.

Se avete letto bene formare una BAD COMPANY significa nel nostro caso lasciare il debito ad una società (ACCAM) e ripartire senza questo fardello con la nuova (NEWCO). L’unica cosa che deve fare ACCAM è superare un “test di vitalità” e se non lo supera l’azienda si configura come una “bara fiscale”.

Sul perché CAP HOLDING e forse persino A2A non siano intervenute in questa fase, è legittimo un sospetto: i due colossi lasciano che Busto e Legnano se la sbrighino in casa loro trovando il modo di “smaltire” i debiti (si parla di 10-12 milioni di euro) impegnando le aziende da loro controllate (AEMME Linea Ambiente e AGESP) e poi si vedrà. Si tengono quindi le mani libere.

Commento politico. Che il Sindaco di Busto Arsizio gioisca per questa operazione non mi stupisce: l’amministrazione comunale di Busto ha rappresentato in questa vicenda l’anima più nera, assumendo posizioni di vero e proprio disprezzo del territorio (degli altri Comuni), di mantenimento di posizioni di privilegio intoccabili (TARI più bassa e affitto dell’area ACCAM) e di scelta di una management ACCAM che si è dimostrato non all’altezza dei compiti assegnati quando non corrotto come ha dimostrato la recente inchiesta. Se Sparta non ride, Atene… il Sindaco di Legnano che sventola questa operazione come GREEN è semplicemente ridicolo e purtroppo da qui in avanti ne vedremo tanti che vorranno fare operazioni come questa dando una bella pennellata di verde alla confezione. Giustamente Claudia Cerini (M5S di Busto) sostiene: “Si dice economia circolare, ma a circolare saranno ancora i rifiuti”.

Una menzione particolare, poi, va data alla Lega che, per bocca di Speroni (Capogruppo in Consiglio a Busti) sostiene che la Lega “non ha cambiato idea sulla chiusura di ACCAM nel 2027”, ma in Regione come in Comune a Busto Arsizio che fa la Lega? Appoggia le iniziative che non faranno mai chiudere l’inceneritore.

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Siamo dentro il Grande Fratello


Dopo l’ultimo aggiornamento degli impianti sulla videosorveglianza pare che il costo complessivo dell’opera abbia raggiunto la considerevole cifra di 564 mila euro, di cui la metà 282 mila euro, pagati interamente dalle casse comunali.

Per le casse comunali è un enorme investimento rivendicato con orgoglio dal Primo Cittadino che ha dichiarato “trionfalmente” ad un settimanale;” Siamo il paese più videosorvegliato della Lombardia“.

Ma al di là della solita propaganda, chi spende soldi pubblici deve dimostrare che le sue azioni intraprese ottengono i risultati sperati e quindi dovrebbe presentare un bilancio costi/benefici molto concreto.

Poniamo solo qualche dubbio al quale qualsiasi Cittadino vorrebbe avere delle risposte.

Cosa serve la videosorveglianza con i varchi ? Ci pare di capire che non serve ad elevare multe per infrazioni stradali, infatti si continua a noleggiare l’autovelox, altri rilevatori di infrazioni (semafori, assicurazioni ecc); non ci pare che serva molto per il controllo degli scarichi abusivi che continuano imperterriti lontani dalle telecamere e gli accertamenti sul campo sono effettuati dalla Polizia Urbana; non ha compiti preventivi in quanto non è previsto che qualcuno controlli stabilmente le videoriprese (sarebbe assurdo), ma al massimo si controlla a posteriori di fatti criminosi (scarichi abusivi, furti, spaccio).

Possiamo sbagliarci, naturalmente, ma ci sembra che la videosorveglianza non abbia un gran impatto sulla sicurezza, mentre ha un grande impatto mediatico e di consenso a buon mercato, ma, a mio avviso, non giustifica una spesa davvero “imbarazzante” per un piccolo Comune come Buscate.

In compenso siamo dentro a pieno titolo nel Grande Fratello.

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“Conversione” ecologica della Giunta Merlotti


Nel “diluvio” di comunicazione del Sindaco sui canali istituzionali, ci era sfuggita la sua intervista del 5 marzo a La Prealpina sui lavori alla Cava e all’Area Ex Depuratore.

Il titolo è altisonante: “La Cava passa al Comune“. Già dal titolo si capisce che il tono dell’intervista sarà celebrativo dell’azione della amministrazione uscente. E’ lo stile comunicativo di questo Sindaco. L’imminente campagna elettorale (si voterà a Settembre per rinnovare il Consiglio comunale) è partita e dalle prime avvisaglie pare proprio che l’attuale Sindaco (che forse si ricandiderà) vuole fare dell’ecologia un suo cavallo di battaglia. Che le forze politiche (tutte) si occupino un po’ di più di ecologia e di ambiente non può che fare piacere agli ambientalisti.

Ma veniamo al merito. Mi spiace contraddire fin dal titolo questa intervista, ma quando si travisa la realtà è necessario puntualizzare.

Il Comune di Buscate è già proprietario di circa 60.000 mq di Cava dall’anno 2000 (sic!) e a questo lotto si aggiungerà, per effetto dell’autorizzazione allo scavo ottenuta dalla Regione nel 2013, buona parte del Bosco Quadro al termine dello sfruttamento e ripristino dell’area (circa altri 27.400mq). Se oggi il Sindaco sostiene che la terra della Cava una volta terminato lo scavo deve essere ceduta al Comune (dopo il ripristino, s’intende) è cosa buona, ma sa benissimo che è una proposta sulla quale da anni l’Associazione 5 agosto 1991 si batte e ha anche presentato una raccolta di firme fin dal 2013 con oltre 600 firme.

Il problema in questi (21) anni è stato che gli impianti di vagliatura della Cava erano posizionati sulla proprietà comunale e che quindi la Cava pagava (e paga ancora oggi) un affitto assolutamente simbolico (15.000€ /anno) per rimanere lì. Con la Convenzione tra Comune e Cava del 2013 si è messo nero su bianco che gli impianti devono essere spostati su un’area di proprietà della Cava e si sono stabiliti pure i tempi per questa operazione: 2 mesi per presentare il progetto e 18 per realizzarlo, 20 mesi in totale. Inutile dire che se a marzo 2021 gli impianti non sono stati ancora spostati qualcosa non ha funzionato e precisamente c’è stato un enorme ritardo nell’approvazione del progetto dei nuovi impianti e poi ci sono state successive e puntuali proroghe concesse dal Comune.

Sulla piantumazione all’area ex depuratore in Via per Cuggiono, poi, si fa passare come un gran risultato, ma innanzitutto al Comune di Buscate la Cava dovevano eseguire opere di “compensazione” per i boschi abbattuti nell’area cava per un totale di 65.805 mq di nuove aree boscate, ma inspiegabilmente rinunciata (con un progetto del 06/11/2013) a ben 33.000mq che venivano assegnati, con parere favorevole del Parco del Ticino, al Comune di Bussero (Monza).

Il 5 AGOSTO 91 ha sempre sostenuto che era incomprensibile che opere di compensazione per un danno sul nostro territorio fossero assegnate ad un Comune a 50 km di distanza.

Alla fine nell’area ex depuratore sono rimasti solo 16.900 mq di bosco, ma anche su questi solo la caparbietà dell’Associazione 5 agosto 1991 ha fatto arrivare al risultato di oggi. L’Associazione sostiene che l’intera area dell’ex depuratore (di cui circa 40.000 mq utilizzabili) acquistata appositamente per opere di “compensazione” con 100.000 € versati dalla Cava, diventi un bosco. Su questo l’Associazione ha già avanzato alla Commissione ecologia la sua proposta che prevede l’adesione al progetto ForestaMi di Città Metropolitana o la partecipazione del Comune di Buscate ai bandi di forestazione che saranno emessi dal Parco del Ticino nel 2021. Inutile dire che da Novembre 2020 attendiamo una risposta.

La posizione delle Giunte di Marina Pisoni e di Fabio Merlotti sull’area ex depuratore è stata nel tempo molto “fantasiosa”: abbiamo visto presentare una carrellata di proposte in varie direzioni e tutte mai realizzate: dall’isola energetica con tanto di centrale a biogas e campo fotovoltaico (2012), a Parco urbano (con progetto approvato nel 2016 dal Consiglio comunale e mai finanziato) e infine all’idea di cedere gran parte dell’area ad uso agricolo (Commissione Ecologia del 2020).

Nell’intervista questa travagliata vicenda per niente lineare è stata semplicemente omessa. Si può immaginare perché.

Per concludere non si può che salutare positivamente questa seppur tardiva “conversione ecologica” della Giunta Merlotti. Speriamo non sia un fuoco (elettorale) di paglia.

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L’ultimo quadro del maestro Filippo Villa


Potenti emergono nella memoria le immagini dei nostri contadini segnati dalla fatica, delle corti che erano il piccolo mondo e l’unico orizzonte di molte vite. Eppure ci viene trasmessa una immagine di forza e dignità di queste persone che lottano per vivere.