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Le epidemie del ‘900 a Buscate

Esce oggi sul sito di ilmiolibro.it il nuovo libro “1918 La “spagnola” , 1947 Il tifo a Buscate”. Sulla base di documenti d’archivio, si ricostruisce il contesto sociale e sanitario in cui scoppiano due epidemie a Buscate: la prima è la “spagnola” che si sviluppa a Buscate tra ottobre e novembre del 1918 e l’altra è una epidemia di tifo che inizia nel gennaio del 1947. Non a caso queste due epidemie si sviluppano alla fine di conflitti mondiali a dimostrazione che la guerra influisce pesantemente sulla salute di milioni di persone al di là dei morti che provoca direttamente con le armi. Anzi i morti per “spagnola” sono più numerosi sia dei morti della Grande Guerra, sia della Seconda Guerra Mondiale.

Il libro descrive com’era Buscate alla fine delle Guerre mondiali, le condizioni igienico sanitarie del nostro piccolo paese del contado milanese e come si affrontano due epidemie che sconvolgono la comunità creando momenti di grande tensione e a tratti di vero e proprio panico.

Per acquistare il libro seguire il link de ilmiolibro.it .  

Anteprima della prefazione di Carlo Colombo


Chi l’avrebbe mai detto?
Già. Chi avrebbe detto che all’alba del terzo decennio del terzo
millennio si fosse tutti catapultati fino a sette secoli indietro, per
scoprirci fragili e sguarniti alla stregua dei giovani che si
ritrovarono fuori Firenze a fare da cornice alle storie del
Decameron, mentre fuori infuriava la peste?
Eppure, è successo puntualmente, come aveva predetto un tale,
attivo nel ramo dei personal computer, solo notando la
disorganizzazione imperante a livello mondiale in fatto di
sanità. Intuì quanto sarebbe successo di lì a poco e si guadagnò
epiteti di menagramo e accuse di averci messo lo zampino,
dacché in fatto di virus se ne intendeva. Da che mondo è
mondo, le Cassandre non sono le benvenute.
È successo anche in un paese di poche anime contadine,
ricollocate di furia in fabbrica, se scampate alla guerra, anzi a
due. Il quadro che Guglielmo Gaviani tratteggia della Buscate
al termine dei due conflitti mondiali è prezioso a livello storico
e come spesso capita, lo è anche in chiave di attualità: historia
magistra vitae, dicevano i latini. Se le lezioni non lasciano
traccia è colpa degli allievi capoccioni, non sua.
Non solo meraviglia ritrovare pressoché immutate le
contromisure al contenimento pandemico, distanziamento
sociale su tutte, o gli assembramenti a fare da acceleratori del
contagio e tutte le altre pratiche tornate famigliari dallo scorso
marzo.
Degno di nota è l’assonanza tra l’odierna pandemia di Covid-19
e l’episodio di tifo a Buscate a livello informativo. Oggi le
chiamano fake-news. Quando invece il villaggio non era
globale, erano semplici calunnie, pettegolezzi, miserie che in
parte sono le stesse di oggi: superstizione, diffidenza per la
scienza e credulità alle più fantasiose teorie, diffidenza e
ossequio verso il potere, malelingue appunto. Con tali
premesse, si capisce, il passo verso le moderne teorie del
complotto è breve e i buscatesi ne fecero un sol balzo.
Neppure questo si fecero mancare nel Mondo Piccolo, per dirla
alla Guareschi. Tanto meno ce lo facciamo mancare noi oggi,
nel tempo della disinformazione su internet, innescata magari
da abili strateghi russi per destabilizzare l’Occidente, ma
meglio propagata dal completo disarmo di una popolazione che
non finisce mai di sorprendere. Per fortuna non sempre in senso
negativo.
Et voilat, direbbe infine il cuoco, o chef, come lo chiamano
anche nelle mense aziendali. Ecco a voi servita una pandemia
con i fiocchi.
Carlo Colombo
21/11/2020

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Candidati Elezioni 2021

Il mistero dei candidati

Ad oggi non sappiamo chi sono i candidati alle prossime elezioni amministrative della prossima primavera. E’ uscita allo scoperto solo Franca Colombo che ha espresso la sua volontà di candidarsi in tandem con Valeriano Ottolini, per il resto mistero. Il Sindaco attuale traccheggia e non ha sciolto il nodo della sua ricandidatura, ma anche Buscate possibile è in alto mare, almeno leggendo le dichiarazioni alla stampa del suo capogruppo, sulla scelta del candidato Sindaco.

Strategicamente come al solito è in vantaggio il Sindaco che dalla sua posizione dominante sulla scena politica può giocare tranquillamente le sue carte: l’unica incognita si aprirebbe se abbandonasse la scena perché francamente non vedo nella sua lista nessuna personalità capace di attirare consensi e contemporaneamente tenere insieme il suo gruppo.

Bene ha fatto Franca Colombo a rompere gli indugi perché la sua rincorsa alla poltrona di Sindaco sarà lunga e ha bisogno di creare attorno un consenso che si costruisce con grande fatica soprattutto a Buscate. Ci vorrebbe un po’ più di coraggio su temi “caldi” che stanno a cuore ai Cittadini: sicuramente il tema della manutenzione del verde pubblico, delle strade, delle piazze. della circolazione lenta, dei trasporti, dell’illuminazione pubblica, della chiusura dell’inceneritore ACCAM, del ripristino della Cava, del progetto FORESTAMI. Si dovrebbe dire qualcosa sull’assistenza sanitaria di base e domiciliare.

Buscate possibile ha dimostrato in questi quattro anni la sua inconsistenza politica e l’unica cosa che si ricorderà della sua attività amministrativa sarà la cantata di “Bella ciao” su Fb del 25 aprile. Si doveva coinvolgere i Cittadini con una puntuale informazione sulle scelte da fare in amministrazione e proporre una visione alternativa e invece… Così si confida nel semplice voto di bandiera per quelli che non hanno lo stomaco per votare le liste di centro-destra. Anche questa volta non basterà, almeno questa è la mia previsione.

Con i chiari di luna che ci sono è possibile una campagna elettorale all’insegna del distanziamento e quindi niente comizi, niente porta a porta dei candidati e niente assemblee pubbliche. Si giocherà (purtroppo) molto sui social (FB, Instagram, YouTube, un po’ meno Twitter) e conteranno gli “influencer” oltre le reti che riusciranno a costruire i canditati.

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Una svolta sulla Cava ?

Ieri sera c’è stata la Commissione Ecologia con all’ordine del giorno la Convenzione con la Cava e il progetto ForestaMi.

Devo dire che le battaglie fatte in questi dieci anni dall’Associazione 5 agosto 1991 forse hanno portato a casa un risultato. O almeno ci sono tutte le premesse perché ci sia una Convenzione decisamente favorevole al Comune e che può aprire nuove opportunità per migliorare l’ambiente in cui viviamo.

Quali erano le richieste dell’Associazione 5 agosto 1991? Eccole :

  1. una data cerca per il trasferimento degli impianti della Cava che oggi sono posizionati su terreno di proprietà del Comune di Buscate. A garanzia di questo trasferimento una penale nel caso fossero slittati i tempi previsti;
  2. il Bosco Quadro alla fine della Fase 2 di scavo e del relativo ripristino deve essere ceduto in proprietà al Comune;
  3. le opere di compensazione già previste dal provvedimento di autorizzazione regionale allo scavo (sia nell’area ex Depuratore che nell’area del Bosco Quadro) devono essere realizzate in tempi certi e i lavori coperti da garanzie fidejussorie per garantirne comunque la realizzazione;
  4. la manutenzione della Via del Presidio dovrà essere a carico della Cava.

Queste richieste sono state tutte accolte. La data in cui deve attuarsi il trasferimento degli impianti è stata fissata al 30 aprile 2021 con una penale di 7000€ ogni giorno di ritardo.

Dopo 20 anni, cioè da quando un accordo con la proprietà della Cava ha stabilito la cessione al Comune del Mappale 51, Buscate può prendere possesso dell’area di sua proprietà.

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Attenzione a vendere la pelle dell’orso prima di averlo catturato

Devo ammettere che il nostro Sindaco ha delle doti da imbonitore uniche: riesce a vendere la pelle dell’orso ancora prima di averlo catturato ed il bello è che riesce sempre a trovare un sacco di acquirenti.

Fuor di metafora, leggo su un settimanale una sua (ennesima) intervista nella quale si sbilancia elencando le cose che verranno concluse entro il termine del suo mandato. E vediamole queste opere: il rifacimento dei vialetti del cimitero, l completamento dei “varchi”, lo spostamento degli impianti della Cava Campana dal terreno comunale con l’approvazione della nuova convenzione, la piantumazione dell’area ex TAM (Depuratore di Via per Cuggiono) e rifacimento dell’illuminazione pubblica. In aggiunta metterà nuovi giochi al parco Pratone e l’avvio dei lavori in Villa Rosales.

Partiamo dalla fine: l’avvio dei lavori in Villa Rosales. Cosa mi aspetto prima delle elezioni? Una bella inaugurazione della RSA della Fondazione Mantovani, con la banda e il Sindaco con fascia tricolore che mette la prima pietra. L’interesse pubblico di questa operazione è tutto da dimostrare e comunque il Comune in questa storia non c’entra nulla. O no?

Sul Parco Partone abbiamo sentito tante promesse, ma abbiamo visto solo piante che cadono. La sua “riqualificazione” è rimasta nella testa di Giove.

Sul rifacimento dell’illuminazione pubblica stendiamo un velo pietoso. E’ 10 anni che va avanti questa storia e non si vede ancora la fine. Intanto l’illuminazione pubblica è quella che tutti possono vedere non quella che immagina il Sindaco.

Sulla piantumazione nell’area ex Depuratore ci vuole un bel coraggio a dire che partono le piantumazioni: sono almeno 7 anni che dovevano partire (in base alla Convenzione con la Cava) e fino ad ora le uniche piante cresciute sono le robinie nate dal vento. Il Sindaco era vice- Sindaco anche nella passata legislatura e lui insieme all’indimenticabile Assessore all’Urbanistica ne hanno dette tante su quest’area senza mai muovere un dito. Ed in tasca avevano anche una fidejussione della Cava che mai e poi mai hanno utilizzato per far fronte alle inadempienze della Cava sulle opere di “compensazione” (19.000 mq di bosco).

La ormai “mitica” nuova Convenzione con la Cava è stata annunciata con gran clamore il 3 di agosto di quest’anno in Commissione Ecologia e poi è sparita. Le richieste di convocazione della Commissione Ecologia provenienti da più parti fino ad ora sono state ignorate e siamo a Novembre. Il Sindaco vuole farci un Regalo a Natale?

Lo spostamento degli impianti della Cava è un’altra di quelle cose che aspettiamo inutilmente da almeno 6 anni e fino ad ora abbiamo visto solo (ed inspiegabilmente) solo proroghe per questo sacrosanto diritto del Comune di Buscate di avere indietro la parte della Cava di sua proprietà. Il Sindaco continua a “non crederci” a questa restituzione e si vede perfettamente dagli atti amministrativi che ha fatto.

Sui varchi nulla da dire. Vedremo se serviranno a controllare le aree periferiche ed a prevenire spaccio e scarichi abusivi di rifiuti. Altrimenti saranno solo fumo negli occhi dei Cittadini.

Come ho cercato di spiegare (e rientrando in metafora), l’orso è ancora ben vivo e si aggira nel nostro paese ed il cacciatore, se vuole vendere la sua pelle, deve ancora farne di strada…

PS (importante). Alla fine dell’intervista il Sindaco, incalzato da una domanda del giornalista, parla dello “sviluppo” del paese e accenna in modo molto criptico al nuovo PGT che dovrà essere “sostenibile” (parolina che è diventata ormai “magica”) e “anche altro”. Dal programma elettorale della lista UniAmo Buscate in poi sul PGT c’è sempre un gran mistero: poche parole e tutte misteriose, gente che lavora al PGT, ma senza mai esplicitare un qualche contenuto. E francamente quell’aggettivo “sostenibile”, che viene usato spesso a sproposito, non è una chiave che apre tutte le porte. Buscate ha il problema di affrontare la questione delle aree industriali, artigianali, commerciali e civili dismesse/abbandonate/fatiscenti e non certo di fare un nuovo quartiere residenziale periferico e senza un solo servizio.

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In ricordo di Gianni Ardizzone

Ballata per Gianni Ardizzone di Ivan della Mea

M’han dit che incö la pulisia
a l’ha cupà un giuvin ne la via;
sarà stà, m’han dit, vers i sett ur
a un cumisi dei lauradur.


Giovanni Ardizzone l’era el so nom,
de mesté stüdent üniversitari,
comunista, amis dei proletari:
a l’han cupà visin al noster Domm.


E i giurnai de tüta la tera
diseven: Castro, Kennedy e Krusciòv;
e lü ‘l vusava: «Si alla pace e no alla guerra!»
e cun la pace in buca a l’è mort.


In via Grossi i pulé cui manganell,
vegnü da Padova,
specialisà in dimustrasiun,
han tacà cunt i gipp un carusel
e cunt i röd han schiscià l’Ardissun.


A la gent gh’è andà inséma la vista,
per la mort del giuvin stüdent
e pien de rabia: «Pulé fascista –
vusaven – mascalsun e delinquent».


E i giurnai de l’ultima edisiun
a disen tücc: «Un giovane studente,
e incö una gran dimustrasiun,
è morto per fatale incidente,
è morto per fatale incidente,
è morto per fatale incidente».

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24 ottobre 1991

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Niente da fare: non si convoca la Commissione Ecologia

Dalla ultima riunione del 3 di agosto non si è convocata più la Commissione Ecologia malgrado numerose richieste da parte dell’Associazione 5 agosto 1991 e di gruppi consigliari di opposizione.

Eppure di argomenti sul tavolo ce ne sono molti, scottanti e che richiedono anche tempi di risposta ravvicinati.

Non si è mossa foglia sul problema della Convenzione tra Comune e Cava Campana che dovrebbe stabilire tra l’altro anche una data certa per lo spostamento degli impianti e la sistemazione dell’area di proprietà comunale. Così come si dovrebbe parlare delle “opere di compensazione” che non riescono a partire nell’area ex depuratore. La seconda questione e l’adesione al progetto chiamato ForestaMi (vedi link) di Città Metropolitana e Politecnico di Milano che prevede l’individuazione di aree per la messa a dimora di alberi per raggiungere l’obiettivo nel 2030 di 3 milioni di alberi piantati; a fine mese è prevista una riunione operativa a Cuggiono di presentazione del progetto e di raccolta delle indicazioni comunali, ma il Comune di Buscate non si sa cosa voglia fare in proposito. Terzo problema la questione dell’Inceneritore ACCAM che dopo il declassamento dovuto all’incendio che ha messo fuori servizio la centrale elettrica ad esso collegata, ha un futuro totalmente incerto con piani industriali che cambiano ogni tre mesi; anche su questo problema si vorrebbe capire qual è la posizione del Comune di Buscate.

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Artisti a Buscate

Il Sen. Mario Abbiate che villeggiava a Buscate abitava in Via Brera a Milano. Era uno spirito libero per il tempo e amava circondarsi di artisti provenienti dalla vicina Accademia. Non è un caso quindi che anche la sua casa di villeggiatura di Buscate avesse una discreta collezione di opere. Mi permetto una auto-citazione da Traversagnetta (ed. Ilmiolibro.it): “Ornavano le sale interne della Villa numerose tele: nell’ingresso due opere di Alessandro Magnasco, dalle atmosfere tetre ed allucinate, raffiguranti i biblici Ester e Salomone; nell’anticamera una gran tela del Caratta. Il soffitto della sala da pranzo è affrescato dai fratelli Domenico e Gerolamo Induno con festoni floreali ed ippogrifi sui quattro angoli con le fauci spalancate.

Sotto. Sala da pranzo Villa Abbiate. Foto GG

Nella cappella si poteva ammirare una tela (anch’essa del Magnasco, forse) raffigurante Dio, incombente dalla pala dell’altare, una “Mater Dolorosa” in bronzo dello scultore Leonardo Bistolfi, una “Via Crucis” in ceramica di Luca Della Robbia e nella sagrestia un “Purgatorio” di Andrea Appiani.


Questa scelta di quadri era stata suggerita anche dalla pittrice Maria Colzani che ha dimorato per lunghi anni presso la Villa Abbiate di Buscate.

Maria Colzani (1879-1977). Pittrice Milanese, appartenente a una famiglia di piccoli industriali, dopo studi tradizionali frequentò l’accademia libera di pittura di Filippo Carcano, prendendo a modelli Leonardo Bazzaro e Emilio Gola. Esordi nel 1899 alla Permanente, alle cui mostre partecipò periodicamente. Nel 1900 espose alla IV Triennale dell'Accademia di belle arti di Brera due pastelli, Nuda c Primavera; nel medesimo anno partecipò all'Esposizione nazionale di Verona; nel 1906 a||'Esposizione nazionale di Milano; nel 1910-'11 e nel 1913 all‘Esposizione femminile di Torino (Lo scialle della nonna); nel 1914, 1917 e 1919 al Lyceum femminile di Milano; nel 1918 alla Famiglia artistica milanese; nel 1919 a1l’Umanitaria e nel 1921 alla IV Esposizione nazionale della Federazione artistica lombarda con il pastello I Pulcini e La chioccia.

Catalogo dell’Esposizione internazionale femminile di Torino del 1913

Sotto. La spennatrice. Collezione privata

Durante il ventennio fascista si ritirò dalle manifestazioni artistiche ufficiali in quanto socialista militante, legata sentimentalmente al socialista Vittorio Gottardi, amico del Turati e di Anna Kuliscioff (vedi). Riprese a esporre negli anni Cinquanta e continuò a dipingere, benché quasi cieca, molto avanti negli anni, dedicandosi contemporaneamente alla poesia in dialetto milanese. Nel 1969 si trasferì a Gornate Olona (VA), dove mori.

(Tratto da Dizionario biografico delle donne lombarde 568-1968, a cura di Rachele Farina, ed Baldini & Castoldi, 1995)

Sotto. Natura morta con pesci. Collezione privata.

La tomba di Maria Colzani a Gornate Olona. Foto GG, 2013

Bibliografia. Mostra nazionale di belle arti, catalogo. Milano. 1906; Esposizione regionale Lombarda d’arti decorative, catalogo, Milano, 1919; IV Esposizione nazionale della Federazione artistica lombarda, catalogo, Milano, 1921; E. Padovano, Dizionario degli artisti contemporanei, Milano, 1951; AFLVV., Dal salotto agli ateliers. Produzione artistica femminile a Milano, 1880-1920, catalogo, Milano, 1989.

Sotto. Il vecchio giardino di Villa Abbiate d’inverno. Collezione privata.

Nota bene. La riproduzione anche parziale di questo articolo e delle foto è permessa solo con esplicita citazione della fonte.

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Ambiente Ecologia ForestaMi Piano Regolatore RSA Senza categoria Villa Rosales-Abbiate

Di che si parla a Buscate?

Pare che a Buscate, almeno leggendo la cronaca che fa la stampa settimanale, si parli solo del volantino anonimo, del Sindaco e dell’assessore all’Istruzione che non iscrivono i figli all’AC Calcio Buscate, ai fiori d’arancio per il matrimonio in Croce Azzurra e altre simili amenità. Di quello che conta veramente per il paese, per il suo futuro, per il miglioramento delle sue condizioni non si parla pubblicamente, ma tutto viaggia sott’acqua. Meglio il pettegolezzo (anche un po’ velenoso) che la sana politica.

Faccio solo qualche esempio.

Si è annunciato con gran fragore l’acquisto di Villa Rosales-Abbiate da parte della Fondazione Mantovani per la costruzione nel parco di una RSA. In gran fretta si è scomodato persino l’ufficio delle Belle Arti di Milano che si è precipitato a fare un sopralluogo (quando c’è la volontà politica si muovono anche le montagne!!!). Poi il silenzio è calato. Alla semplice domanda se un intervento simile fosse compatibile con l’area individuata o se c’era bisogno di una modifica del PGT, nessuno ha risposto. Anche perché la modifica del PGT era tra i programmi di questa amministrazione, ma a 5 mesi dal periodo bianco della campagna elettorale è assai improbabile che si possa anche solo avviare un iter così complesso. Intanto frotte di architetti si avvicendano presso gli uffici comunali sprangati per tutto il mese di settembre solo per i mortali Cittadini, ma apertissimi per Lor Signori.

Il 3 di Agosto si è tenuta l’ultima Commissione Ecologia sul tema Convenzione tra Comune e Cava Campana. Da allora il silenzio è calato. Nessuna bozza è uscita dagli Uffici comunali, anzi si è preteso che si avanzassero proposte da parte dei convenuti (compresa l’Associazione 5agosto91) senza vedere nel dettaglio quali tipi di accordi si stavano raggiungendo con la Cava.

Non parliamo poi del Piano industriale di ACCAM, quello che il Sindaco aveva “sposato” a Gennaio in gran fretta e in contraddittorio con gli altri sindaci dell’Altomilanese e che abbiamo “scoperto” a Settemnre che era un libro dei sogni irrealizzabili (come il precedente ed il precedente ancora !). Ora sul piatto c’è una proposta di annessione di ACCAM da parte di AMGA, ma anche su questo non si deve parlare. Forse si aspettano le elezioni del Comune di Legnano o forse un nuovo colpo di genio dell’Amministrazione di Busto Arsizio…

Dopo la vicenda del Cedro del Cimitero finita bene, rimane tutta da fare la manutenzione del Parco Pratone. Anche questa annunciata decine di volte ma mai iniziata. Ci sono decine di piante morte e ad ogni temporale ne cade qualche altra: forse si dovrebbe fare un piano di piantumazione per ripristinarle, ma chi ci pensa? E’ stato proposto anche a Buscate il bellissimo progetto ForestaMi (3 milioni di alberi da piantare nella Città Metropolitana di Milano entro il 2030) , ma il Comune non risponde alle sollecitazioni di Città Metropolitana e non si sa perché. Potrebbe realizzarsi anche la sistemazione dell’Area ex Depuratore di Via per Cuggiono, ma anche per questo si “lascia fare” alla natura e agli scaricatori abusivi di rifiuti.

Non dico nulla sulle Aree dismesse che dopo la vicenda della bonifica (attuata) alla Crespi è diventato un tabù. Non se ne può parlare perché gli “uffici hanno altre priorità” (sic!).

La finisco per non tediare i lettori, ma dico solo che di argomenti su cui discutere ce n’è a sufficienza per riempire i giornali e soprattutto per parlare tra i Cittadini non di pettegolezzi, ma di cose che interessano veramente il futuro di Buscate.