Perché una Marcia per l’acqua ?


Si è svolta ieri tra Castelletto di Cuggiono e Bernate una Marcia per l’acqua, una iniziativa proposta dall’Ecoistituto della Valle del Ticino. Lo scopo di questa iniziativa è quello di sensibilizzare tutti (Cittadini, Istituzioni pubbliche locali, regionali e nazionali) al tema della crisi dell’acqua che rischia di avere pesanti ripercussioni sull’agricoltura, sulla distribuzione di acqua nelle case, sulla produzione di energia e sulle attività produttive.

La Marcia del 5 febbraio è stato un primo passo che anche come territorio, dobbiamo fare insieme. Puoi leggere le motivazioni sul quaderno che puoi scaricare gratuitamente qui.
Un quaderno per pensare, e soprattutto per capire e aiutarci ad agire con coerenza su questo importantissimo tema.

Ala fine della Marcia è stato presentato un appello alle istituzioni regionali che trovate sotto.

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Una marcia per l’acqua


Dobbiamo sollevare il tema acqua, tema delicato, per molti versi drammatico, ma purtroppo ignorato dai più.
Certo, guardiamo in televisione i fiumi in secca, i nubifragi e i fenomeni estremi sempre più frequenti, ma finché questi non ci toccano da vicino, sono quasi uno spettacolo che in fondo ci riguarda poco, come del resto lo scioglimento dei ghiacciai, la desertificazione o l’innalzamento dei mari.
Intanto apriamo distrattamente i rubinetti delle nostre case, consumiamo miliardi di bottiglie d’acqua minerale, ignoriamo da dove l’acqua venga, quali strade sotterranee attraversi, come si rigeneri e fluisca, il modo in cui viene distribuita, sprecata, inquinata, violata, venduta, resa merce in un mondo sempre più assetato e ferito da intollerabili disuguaglianze.

La Marcia del 5 febbraio 2023 da Castelletto di Cuggiono fino a Boffalora lungo il Naviglio Grande vuole essere un primo passo che anche come territorio, per sensibilizzare su questo tema. Ecco perché abbiamo realizzato questo quaderno (che puoi scaricare gratuitamente) che distribuiremo quel giorno.
Quaderno per pensare, e soprattutto per capire e aiutarci ad agire con coerenza su questo importantissimo tema.
Chi fosse interessato ad averne copie ci contatti: info@ecoistitutoticino.org 

L’appuntamento è alle ore 10 al Ponte di Castelletto di Cuggiono.

Le piante a Buscate sono un fastidio


Ormai è chiaro: a Buscate le piante danno fastidio. Ce ne sono troppe, invadenti, abbisognano di troppe cure a manutenzione. Il Comune spende un sacco di soldi per star dietro a parchi e aiuole. Insomma molto meglio una spianata di cemento che una volta fatta non da alcun problema.

Scherzo, naturalmente, prima che qualche sveglione mi prenda sul serio.

Quando l’Associazione 5 agosto 91 denunciava nell’Ottobre del 2019 che il Comune di Buscate aveva rinunciato a 48.750 metri quadri di bosco per “regalarli” al Comune di Bussero (vicino a Monza!!!) qualcuno non ci credeva. Quelli erano una parte del “risarcimento” per i 65.000 mq di boschi “mangiati” dalla Cava, ma al Comune non interessavano. Aveva comprato persino con 100.000€ l’area ex depuratore dopo la bonifica proprio per fare la piantumazione, ma niente, in quell’area volevano fare tutt’altro: prima una centrale a biomasse e poi un parco pubblico. Ma quei 48.750 metri quadri di bosco assolutamente no, non li potevano proprio vedere!!!

Quando ad aprile del 2021 qualcuno sulle pagine di Sei di Buscate se… faceva un sondaggio “molto pilotato” per abbattere il Cedro dell’Himalaya posto davanti al cimitero 120 anni prima, in pochi si sono indignati. Poi c’è voluta una mobilitazione e una perizia promossa dall’Associazione 5 agosto e pagata dai Cittadini per ribaltare un improvvisato parere della Azienda che aveva in carico la manutenzione del verde a Buscate e che aveva decretato il suo abbattimento. Il Comune alla fine era venuto a più miti consigli ed era stato costretto a salvare il Cedro.

Ma era solo una tregua armata (di motosega, naturalmente). Nel dicembre 2022 vediamo una delibera della Giunta che con un colpo di spugna vorrebbe cancellare ancora il Cedro basandosi su una parere del Corpo dei Carabinieri Forestali. I Forestali erano stati incaricati dalla Regione per valutare se inserire o meno il Cedro tra gli alberi monumentali. Peccato che i Forestali nulla sapevano e nulla sono stati informati (come abbiamo accertato) dal Comune della perizia fatta nel 2021 e della adozione dell’albero per 10 anni da parte della Azienda specializzata che ha provveduto ad effettuare la messa in sicurezza dell’albero. Una sbrigativa delibera ha cercato di mettere una pietra tombale sulla proposta di inserire il Cedro tra gli ALBERI MONUMENTALI.

In questo 2023 abbiamo infine visto che persino la Protezione Civile di Buscate si è improvvisata giardiniere tagliando piante a tutto spiano sulla Piazza mercato. Conoscendo questa benemerita associazione, pensiamo che non si sono “inventati” loro questo intervento, ma che abbiano chiesto un parere in Comune e naturalmente hanno ricevuto un placet entusiastico. Ancora una delirante improvvisazione sulla manutenzione del verde.

Chi non capisce l’importanza delle piante per l’abbattimento della CO2 e l’effetto positivo che hanno sul clima è, a questo punto, duro di comprendonio e pronto ad iscriversi al partito dei negazionisti del mutamento climatico causato dall’uomo.

Quel paradosso che ho accennato all’inizio di questo articolo non è poi tanto lontano dalla realtà, purtroppo.

Storie di una sanità a pezzi


I fatti.

Lo specialista mi prescrive una risonanza magnetica e una TAC. Uso l’applicazione sul telefono: indico i dati della ricetta, il codice fiscale e le preferenze di dove vorrei fare gli esami. Risultato nessuno. Ricompilo, allargo le preferenze alle province vicine, Risultato nessuno. Telefono al Numero Unico Regionale per le prenotazioni sperando che qualcosa salti fuori. 15 minuti di attesa al telefono prima di parlare con un operatore (mi viene il sospetto che questo sia un “pedaggio” da pagare alle compagnie telefoniche). Finalmente risponde un operatore. Mi richiede tutto. Attesa. Per la risonanza mi indica una data a metà luglio, ma a 50 km da casa. Passo alla TAC. Ripeto tutti i dati della ricetta. Prima data utile settembre 2023. L’operatrice un po’ costernata mi dice di riprovare un po’ più in là nel tempo che magari si libera qualche posto. Riattacco. Mi rifiuto di chiedere di fare l’esame in una struttura privata convenzionata anche perché il costo per la Risonanza è di circa 150 € a 350 € (anche qui non si capisce perché non si possa fissare un prezzo unico nazionale o regionale per questa prestazione) a fronte di un Ticket di 46,5 €. Per la TAC la spesa in una struttura privata convenzionata varia dai 110 ai 190 €.

Commento.

Così siamo messi e questa è solo la parte ospedaliera del Servizio sanitario. Sul territorio (la famosa “medicina di base”) siamo messi peggio. Alla faccia delle promesse sul rafforzamento dei servizi.

Ma non è tutto. Per chi come noi vive in terre di confine tra due Regioni capita di servirsi di strutture di altre regioni: per noi l’Ospedale di Novara con la sua appendice di Galliate è vicino quanto Busto o Legnano. Ebbene la prenotazione di esami specialistici è fatta su applicazioni diverse, con centralini diversi perché non solo la sanità è regionalizzata, ma anche i sistemi informatici sono distinti e spesso non si “parlano”. Così mi è capitato di portare una signora che aveva fatto tutte le prime tre vaccinazioni anti COVID in Piemonte a fare la quarta dose in un Hub lombardo e gli operatori non potevano verificare sui loro sistemi informatici se lei aveva fatto le tre precedenti vaccinazioni. E così avviene per gli esami strumentali: ogni sistema è chiuso e non “parla” con gli altri.

Sulla mancata uniformità dei costi, poi, è uno scandalo. Ma l’avevamo già visto con i costi delle forniture sanitarie in Italia che hanno un divario pazzesco tra Regione e Regione. Mi chiedo come farà Caldiroli nella promessa riforma delle autonomie a garantire il “livello di assistenza” uguale per tutti i Cittadini italiani in un sistema che vive nella disparità. Forse la parola chiave sarà proprio quell’aggettivo che ha aggiunto alla riforma delle autonomie che è “differenziata”.

Quattro passi per Buscate


Da ieri è attivo il sito www.quattropassiperbuscate.it che ha come Amministratore Massimiliano Cavalleri che presenta 34 foto di Buscate. Il sito è abbinato alla bella mostra che si può visitare per tutta la settimana in Sala Civica in Piazza della Filanda, 7 a Buscate (Biblioteca). Ogni foto è corredata da una piccola scheda storica.

Tutte le foto si possono liberamente scaricare dal sito e si può acquistare con una piccola offerta anche il Calendario 2023. I proventi della vendita saranno devoluti alla Croce Azzurra di Buscate.

Le foto si possono liberamente scaricare dal sito.

https://www.quattropassiperbuscate.it/